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Stories / Poems

Stories by grania davis

un mondo che brucia

italian

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Il Sole è il Tuo Nemico, era scritto sul simbolo dell'incrociatore. Il Dottor Sunspot sapeva di assomigliare a un coccodrillo, nella sua tenuta da perlustrazione color kaki e con la maschera dai lunghi boccagli isolanti e gli occhialoni fotosensibili. Il Dottor N. Sunspot era contento di assomigliare a un coccodrillo.
Il cicalino gracchiò e suonò mentre lui spingeva dolcemente l'incrociatore con schermi protettivi solari fuori dal cunicolo. Un gruppo di giovani gitanti notturni aveva perso la strada sulle colline bruciate che circondavano l'Unità Urbana sotterranea. I ragazzi erano stati trattenuti fuori porta dopo lo spuntare del sole… senza tenuta protettiva. Stupidi, senza cervello. L'esposizione alla luce solare estiva era da suicidio nel mondo-serra privo di ozono dal 2093. Dovevano venire rintracciati e curati per le ustioni solari… e presto.
Una grave ustione solare produce effetti ripugnanti sul corpo umano privo di schermi protettivi. Mai visto una lucertola essiccata dal sole sul margine di una strada? Il Dottor Sunspot indirizzò il suo incrociatore terra-aria verso i segnali di soccorso, su un paesaggio battuto di erbacce sparse qua e là e misteriosamente ipercresciute. In un'ora trovò i dispersi in un campo di cardi selvatici giganti. I gitanti si erano intelligentemente sepolti sotto coltri di terra incenerita. All'interno dell'incrociatore barcollavano e gridavano e il Dottor Sunspot somministrò fluidi ionizzati e dermoraggi calmanti. Non erano ustionati in maniera letale, ma avrebbero avuto cicatrici e macchie permanenti, calo della vista e rischi di future malattie. Il Dottor Sunspot calmò i ragazzi terrorizzati con euforizzanti e codificò il suo rapporto. Depollando avvisò i dermo-impianti di togliere loro i permessi per scampagnate notturne per un riaddestramento alla superfice.
Il Sole E il Tuo Nemico era scritto sul simbolo del guscio splendente dell'incrociatore. Il Dottor N. Sunspot si diresse verso l'ombreggiato rifugio del cunicolo che conduceva alla città sotterranea chiamata Unità Urbana 12.
L'ingresso cittadino era circondato dalle squallide città-cripta dei Marginali. Questi poveretti non erano istruiti per occupare posti specializzati giù in città. Vivevano in macabri seminterrati di superficie ricoperti da mucchi di terra come i vecchi minatori di opale nell'arido outblock australiano. Dormivano durante le giornate incandescenti e venivano fuori di notte per rovistare fra le zone di Eden… l'era precedente al devastante mutamento-serra. Il Dottor Sunspot era troppo giovane per ricordarsi di Eden, ma i vecchi amavano raccontare delle loro vite gradevoli in quella lussureggiante terra.
Un gitante in coda all'incrociatore gettò un grido per una immagine sfuocata sul visualizzatore. Il Dottor Sunspot avvistò una bambina Marginale rannicchiata vicino ad uno dei cumuli. Orientò il visualizzatore verso quel corpo femminile raggrinzito, fatalmente ustionato. Forse la poverina aveva vagato sotto il sole estivo mentre la gente del suo clan dormiva… o l'avevano.forse esposta in quanto mancavano di preziose razioni di viveri e di acqua? L'infanticidio era comune fra i disperati Marginali. I poveretti protestavano, ma gli agro-tunnel della città erano già ipersfruttati. Non c'erano né spazi né risorse per i Marginali in eccesso.
L'incrociatore tornò verso le fresche ombre della Unità Urbana 12. Il Dottor Sunspot consegnò i gitantival Centro Ustionati per il trattamento e segnalò la fine del proprio servizio. Tolse la tenuta da coccodrillo e si lavò la pelle bronzea con acqua marina filtrata. Caratteristiche genetiche dell'India del Sud che davano un tempo ai suoi antenati una naturale protezione solare nella salubre era di Eden.
Ora l'acqua fresca era anche troppo scarsa per poterci fare il bagno, come compenso l'acqua marina era anche troppo abbondante. Quando la temperatura terrestre si era innalzata, la capsula di ghiaccio del polo si era liquefatta e molte terre erano state sommerse e gli abitanti erano emigrati verso l'interno. L'Unità Urbana 12 venne scavata nelle pareti delle colline al di sopra dei canali untuosi e poco profondi che avevano ricoperto parti di San Francisco. Il compagno di stanza di Sunspot lavorava nella Squadra Sommozzatori per il Progetto Atlantide, che recuperava materiali daHe strade sommerse. Anche certi Marginali erano ottimi sommozzatori. Barattavano i loro tesori con viveri freschi dei fertili agro-tunnel che circondavano le Unità Urbane.
- Facciamo un salto al Le Café - disse la Dottoressa R. Sunray mentre si toglieva la tenuta da coccodrillo e indossava un corto pareo a fiori attorno alla vita.
Erano entrambi dottori nella elitaria Squadra di Emergenza Solare e i loro nomi in codice ne riflettevano le specializzazioni, con le iniziali individuali. I Sommozzatori del Progetto Atlantide avevano nomi in codice come L. Conchiglia Marina e i Contadini degli agro-tunnel potevano essere registrati come F. Germoglio di Fagiolo.
- Via… verso Le Café - disse il Dottor Sunspot appoggiando il muscoloso braccio bronzeo sulla pelle color di perla della spalla di lei. Non c'erano protezioni solari naturali in quei geni Anglo-Slavi.
L'entrata del Le Café sollevava il morale. All'interno si poteva notare un turbinio di corpi seminudi avvolti in vistosi parei e dipinti con luci prismatiche… che ballavano e bevevano, cenando e discutendo in gergo poliglotta. Il Dottor N. e la Dottoressa R. si accomodarono in una cabina appartata.
Nella tavola era inserito un monitor che mostrava una serie di diapositive su viaggi autunnali al polo. Questi erano molto popolari fra gli abitanti urbani che occupavano pósti ben pagati. Da Novembre a Febbraio nell'Artico e da Maggio ad Agosto nell'Antartico; il clima era fresco e frizzante, c'era poca letale luce solare e i turisti potevano sciare e scorazzare in superficie nella neve refrigerante del territorio invernale illuminato in modo soffuso.
- Per le prossime vacanze andiamo al Polo Nord - disse la Dottoressa Sunray.
- Niente vacanze per quest'anno… se il Professor Nessuno dei Ribelli di Superfìcie continua a produrre e distribuire il DNA a Protezione Solare tossico.
- Esseri schifosi; ho visto una cosa orrenda proprio ieri. Un intero clan di Marginali ha usato quella spaventosa robaccia per poter agire durante il giorno. La pelle si è ispessita, indurita e scurita… ispessita, scurita e indurita finché non hanno assunto l'aspetta di rinoceronti. La trasformazione della loro cute continua… e non c'è niente che possiamo fare. I bambini sono immobilizzati come ripugnanti meloni in una livida, spessa scorza.
- Perché quelli senza cervello la usano, se ne conoscono l'estrema pericolosità? - domandò il Dottor Sunspot.
- Non è totalmente dannosa. L'80 per cento dei Marginali la tollera. La pelle forma una crosta di cuoio protettiva in modo che possano stare in superfìcie al sole del mattino presto e del tardo pomeriggio senza ustionarsi. I Marginali sono fanatici del cercar viveri alla luce del giorno e così barattano tesori con Protezione Solare.
- C'è gente che approfitterebbe della miseria di chiunque… è una legge naturale - grugnì il Dottor Sunspot. - Suppongo che finanzino la Ribellione di Superfìcie con DNA a Protezione Solare.
- Il Professor Nessuno e quelli della Superficie rivendicano di stare aiutando i Marginali, dando loro la protezione dal sole dì cui hanno bisogno… e attizzano l'ira nelle città-cripta. Dopo che il 20 per cento dei loro clan sarà diventato macabre noccioline, i Marginali infuriati potrebbero far saltare i sotteranei e sbarazzarsi delle Unità Urbane, - disse la Dottoressa Sunray.
I monitor mostravano una coppia di turisti alticci e un po' paonazzi con comodi maglioni, che ridevano tirandosi palle di neve a mezzogiorno in punto in una fresca giornata di Gennaio… mentre un sole impotente stava sospeso con debole luce sull'orizzonte artico.
- Niente vacanze polari per la Squadra di Emergenza Solare finché non avremo completamente eliminato il DNA a Protezione Solare - disse il Dottor Sunspot.
Alle sue parole fece eco il suo cicalino. - Dottor N. Sunspot a rapporto - disse lui.
- Qui è il Comandante L. Sunstroke - replicò una voce seria. - Abbiamo una grana. Una grana maiuscola. Il figlio del Direttore K. Shogun, anni sei, è uscito per una scampagnata notturna con il suo gruppo di addestramento e Qon è più rientrato.
- Sunray ed io lo rintracceremo con l'incrociatore. Dove si è perso? - domandò il Dottor Sunspot.
- Non si è perso - disse il Comandante Sunstroke - lo hanno rapito i Ribelli di Superficie. Minacciano di esporlo alla luce solare del pieno mezzogiorno domani… schermato dal solo DNA a Protezione Solare… se non forniremo loro acqua fresca e cibo per tutti i marginali della città-cripta della zona. Dobbiamo rintracciare il bambino… ma dove?
- Caspita! - disse il Dottor Sunspot.
- Proprio caspita - disse il Comandante Sunstroke.
- Quanto ne sapete voi due di quella tossina?
- Ho analizzato i referti - disse la Dottoressa Sunray.
- Apparentemente il DNA a Protezione Solare stimola la moltiplicazione di cellule negli strati basali dell'epitelio, e la produzione di granuli di melanina con una interazione bifasica di DNA. Questo è quel che induce la pelle ad ispessirsi e scurirsi fino a diventare una crosta di cuoio. In alcune persone però il numero delle cellule basali di superfìcie in dotazione genetica è più alto del normale. Questo causa un innalzamento quasi esplosivo delle sostanze attive biochimiche e produce una reazione a catena di moltiplicazione cellulare. La pelle continua a ispessirsi, indurirsi e scurirsi fino a diventare una orrìbile corteccia di necrosi, finché non sopraggiunge un attacco cardiaco e poi la morte.
- C'è qualche antidoto? - domandò il Comandante Sunstroke.
- Non ancora, ma i bio-laboratori stanno cercando di isolarlo.
- C'è qualche possibilità che ci riescano prima di domani a mezzogiorno? - sospirò il Capo della Squadra di Emergenza Solare.
- Zero - disse la Dottoressa Sunray.
- Pazzesco! Come potremo rintracciare quel bambino in quell'inferno?
- Cominciamo dagli isolotti della Baia… le antiche colline di San Francisco. La Squadra Investigativa sostiene che sia lì che si trincerano i Ribelli di Superfìcie. Sunray ed io ci inoltreremo con l'incrociatore verso gli isolotti - disse il Dottor Sunspot.
La Dottoressa Sunray gettò uno sguardo malinconico sul suo parco fiorito e la sua cena calda appena assaggiata. - Esseri schifosi - disse.
Mentre il Dr. N. Sunspot e la Dr. R. Sunray si alzavano di scatto dalla loro cabina, la coppia di turisti brilli salutava e gettava palle di neve artica bagnata verso il monitor.
Il Sole È il Tuo Nemico era scritto sul simbolo dell'incrociatore. Il Dr. N. Sunspot e la Dr. R. Sunray, della Squadra di Emergenza Solare, sfrecciarono oltre travi di acciaio arrugginito di ponti parzialmente sommersi, fuori verso gli isolotti circondati da serpeggianti canali poco profondi. Queste macchie di terra ferma, coperte di piramidi e torri in rovina, erano i resti della sommersa città dell'Eden San Francisco.
Incrociarono attorno all'isolotto del Telegrafo, incoronato dal fusto in rovina chiamato un tempo Torre Coitale. La Storia dice che sia stato eretto in onore di certi "pompieri" da una donna di nome "Coito"… le notizie venivano però pesantemente censurate in quel periodo così puritano. San Francisco era, all'epoca di Eden, una città edonista e sfrenata, e la forma fallica della torre simbolizzava chiaramente misteriosi riti orgiastici.
L'incrociatore vibrò leggermente quando si avvicinò alla terra ferma e sfiorò l'acqua untuosa dirigendosi verso le macerie e le rovine. Era mezzanotte passata, e forme indistinte di gente che rovistava vagavano tra gli edifici abbandonati. Cercavano attraverso cumuli di detriti, tesori da barattare con acqua e cibo, mentre deboli venti sollevavano polvere ed immondizie attorno alle loro figure cenciose. I membri dei clan si stipavano nello scheletro delle case e bruciavano legname marcio caduto dalle pareti. Cucinavano granchi che si erano nutriti di rifiuti nei canali e nella baia salmastra che sommergeva la città.
Sunspot e Sunray potevano vedere i falò tremolare attraverso frammenti di vetri di finestre che spuntavano come denti spezzati.
Quelli erano forse solamente i miserabili Marginali che dormivano in buchi nascosti negli isolotti di giorno e venivano fuori per pescare e rovistare di notte? Oppure erano i Ribelli di Superfìcie che avevano rapito il figlio di sei anni del Direttore Shogun?
- C'è un solo modo per saperlo - disse il Dottor Sunspot. - Chiediamolo.
L'incrociatore si fermò davanti ai resti diroccati di una vecchia casa in stile ampolloso. Tizzoni ardevano, senza fiamma, nel caminetto Vittoriano in mattoni dove uno squallido gruppo di uomini, donne e bambini era incurvato su molluschi cotti e i contenuti di scatolette arrugginite di cibo. I loro corpi scheletrici e le loro teste erano avvolte in strati variegati di vecchie pezze di pelle multicolore cucite insieme a formare una rudimentale tenuta protettiva. L'effetto era allegro, le persone nella casa in rovina invece non lo erano affatto.
Questo divenne ancor più evidente quando il Dottor Sunspot parlò nel microfono: - Siamo della Squadra di Emergenza Solare dell'Unità Urbana 12. Dite al Professor Nessuno dei Ribelli di Superficie che siamo qui per trattare.
Sunspot e Sunray fremevano per avere una risposta, che arrivò con una grandinata di lattine arrugginite tirata verso l'incrociatore. Da alcune lattine gocciolò il contenuto putrefatto e una patina di melma verdastra scivolò sul visualizzatore, seguita da uno schizzo di fanghiglia rossa e gialla.
- Ribelli zero - disse La Dottoressa Sunray mentre l'incrociatore si spostava. - Salutiamo queste teste di gelatina e scandagliamo gli altri isolotti.
Prima però che si fossero allontanati, si avvicinò a loro, emergendo dalla polvere, una figura fantasmatica alta e bruna… con una barba nodosa e rossastra e una massa di riccioli rossi e stopposi che gli scendevano sulle spalle. Indossava solamente un pareo di pelle multicolore e stivali e occhialoni protettivi che sporgevano come occhi di pesce. Attorno alla vita aveva un cinturone metallico dal quale pendevano armi letali. La sua pelle era scioccante, non era più nemmeno definibile come carne umana. Aveva il colore livido e la consistenza di una spessa corazza di bestia. Quell'uomo mostruoso si era con successo schermato con il DNA a Protezione Solare.
Stava ritto, baldanzoso, di fronte ai fari dell'incrociatore e gesticolava perché loro lo seguissero. Si mossero lentamente dietro di lui verso le rovine della Torre Coitale. Dietro le macerie c'era un cunicolo che conduceva ad un formicaio dei ribelli. La gente si muoveva rapidamente lungo il tunnel portando i tesori rinvenuti… gente la cui pelle sembrava quella di lividi elefanti.
Dietro ad un rifugio a tettoia erano rannicchiate alcune persone che non si muovevano velocemente. In realtà non si muovevano affatto; in pratica piagnucolavano solamente. La loro carne assomigliava alle scorze spaccate di rossi meloni… non si erano adattati con successo al DNA a Protezione Solare. La loro pelle non era riuscita ad assorbire le componenti chimiche alla giusta velocità e la droga scorreva selvaggiamente nei loro corpi con risultati devastanti. La Dottoressa Sunray si sentì rivoltare lo stomaco, e fu felice di non aver consumato la cena. Se non fossero riusciti a trattare per. il rilascio del figlio di Shogun prima dell'alba, quel povero bambino avrebbe potuto fare la stessa fine di quei pre-cadaveri… o, nel migliore dei casi, quella di quel mostro i superficie con una pellaccia di spesso cuoio purpureo.
Il mostro si fermò all'entrata del cunicolo e gridò qualcosa di inintelligibile. Un gruppo di uomini e donne dall'aspetto e dai modi altrettanto scioccanti si unirono a lui. Sunspot notò che la loro cute si era ripiegata in ruvide placche simili alla corazza di un armadillo. A modo loro, anche se rozzamente, questi abitanti della superficie avevano cercato di adattarsi al catastrofico cambiamento climatico. Avventatamente ed imprudentemente, però, senza analizzare con cura gli effetti tossici della sostanza e come evitarli. Nelle mani di abili scienziati, essa sarebbe potuta essere un passo verso il futuro. Nelle rozze zampe di questi ribelli, era invece una marcia evolutiva verso la morte.
La loro raccapricciante guida gridò qualcosa a Sunspot e Sunray che si sforzarono di capirla. La pelle ispessita attorno alla bocca ne inceppava in modo evidente i movimenti. Alla fine però colsero il senso.
- Il Professore Nessuno sono io. Se volete trattare venite fuori! Venite fuori dove possiamo osservarvi. Venite fuori da quel guscio di metallo e parleremo insieme come esseri umani.
- Caspita! - disse il Dottor N. Sunspot.
- Esseri schifosi - disse la Dottoressa R. Sunray. - Se lasciamo l'incrociatore ci strapperanno di dosso la tenuta da coccodrillo e ci trascineranno in qualche posto per essiccarci… e forse somministrarci il DNA a Protezione Solare…
La donna ossuta e dalla pelle coriacea che stava vicino al Professor Nessuno gli balbettò qualcosa con una pronuncia strascicata. - Se lasciano l'incrociatore, gli potremo strappare di dosso la tenuta da coccodrillo e trascinarli in qualche posto per essiccarli… e forse somministrare loro il DNA a Protezione Solare.
- E il bambino? - Chiese il Dottor Sunspot.
- E il bambino? - Biascicò il Professor Nessuno.
- Vado a prenderlo - balbettò la coriacea compagna di Nessuno. - Questo li farà schizzar fuori dal loro comodo incrociatore.
J. Shogun junior, sei anni, aveva il naso che colava e gli occhi che lacrimavano e un irrefrenabile desiderio di scappare… se non che aveva mani e piedi legati.
- Quel povero bambino fa suonare il mio bio-orologio d'allarme - disse Sunray. - Apriamo il portello dell'incrociatore e… andiamo a trattare.
Il tanfo dei rifiuti marci, della polvere e del fumo colpì i loro cervelli nonostante i boccagli filtranti. Sunspot e Sunray emersero dall'incrociatore nella notte calda e ventosa.
Shogun junior cominciò a gridare quando li'vide. La donna di cuoio lo strattonò e gli farfugliò di tacere. Così Shogun junior vociò un po' più silenziosamente, con il muco che gli correva dal naso, le lacrime che gli correvano dagli occhi e i piedi che non correvano affatto.
- Siamo N. Sunspot e R. Sunray - disse il Dottor Sunspot.
Il professor Nessuno rise con un mugugno profondo e gutturale. - Non mi riconoscete? - domandò. - Ricordate quando entrambi eravate ragazzini nei bio-laboratori?
Sunspot e Sunray scrutarono attraverso gli occhialoni da coccodrillo il colosso dalle placche di cuoio che era piazzato di fronte a loro.
- Il Professor V. Biosfera! - gridò Sunray.
- Era l'etichetta del mio posto - disse Nessuno. - Ho però abbandonato il nome insieme a quel posto da parassita.
- Ma perché? - domandò Sunray. - Lei era il più brillante ricercatore ed era un sensazionale prodigio nel campo della ricerca nell'Unità Urbana 12.
- Io ero troppo brillante per l'Unità Urbana 12 - balbettò Nessuno. - Analizzai la biosfera e cercai di guidare infinite serie di studenti vanitosi. Voi due eravate eccezionali, ricordo. Spiegai come i gas industriali di Eden avevano causato un cambiamento nel clima terrestre. I livelli di biossido di carbonio, provocati dalla combustione di carburanti fossili e il disboscamento, erano più che raddoppiati tra il diciannovesimo ed il ventunesimo secolo. Anche il metano e i nitrossidi abbondavano. Questi gas provocano calore e lo riflettevano di rimando sulla terra, così le temperature terrestri aumentarono di oltre 12 gradi Farenheit durante lo scorso secolo. Le tempeste invernali e le brucianti siccità estive si trasformarono in disastri. Si estinsero interi ecosistemi, il ghiaccio polare liquefatto e le maree fecero salire il mare, in certi punti, di quasi venti piedi. Adios New Orleans e Manhattan, Calcutta e Shanghai, Miami e Seattle, Amsterdam e Venezia. Nel frattempo enormi emissioni di fluorocarburi dai frigoriferi e dalle bombolette spray colpirono lo scudo di ozono dell'atmosfera… e il dolce sole divenne il nostro nemico mortale.
- Perché non ha mantenuto il suo posto per occuparsi di questi problemi? - chiese Sunray. - Perché nascondersi qui fra i Marginali?
- Perché io dovevo fare qualcosa! - tuonò Nessuno. - Ero stanco di indovinelli astratti. Ero stufo di studenti egoisti e pieni di sé. Dovevo mostrare ai Marginali come affrontare la catastrofe, mentre avevo ancora la forza per sopravvivere qui sopra.
- Così è lei che ha organizzato i Ribelli di Superficie… e sviluppato il DNA a Protezione Solare? - domandò la Dottoressa Sunray. - Ma perché sfogare la sua ira e la sua frustrazione sul bambino? Non ha certo colpito Shogun junior la biosfera. Ha sei anni, e non è da condannare! Lasci tornare a casa il bambino con noi nell'incrociatore.
Sentendo pronunciare il suo nome, il silenzioso mugolio di Shogun junior divenne un udibile lamento. La donna coriacea lo scosse nuovamente e gli intimò, biascicando, di stare zitto.
- Il bambino ha colpa zero - disse Nessuno col suo interloquire affaticato e difettoso. - Suo padre però è Direttore dell'Unità Urbana 12. Abbiamo bisogno di tempo… e abbiamo bisogno disperatamente di acqua fresca e cibo… finché non riuscirò a perfezionare la Protezione Solare. Aprite ai marginali gli agrotunnel… e portatevi via il bambino.
- Lei sa bene che gli agro-tunnel producono solo quel che è sufficiente per nutrire quelli che hanno occupazioni urbane - disse il Dottor Sunspot.
- Io so che gli agro-tunnel, con le loro condizioni ambientali controllate e a diossido di carbonio potenziato, producono super-raccolti e super-messi di grano e vegetali commestibili. Ce n'è abbastanza per nutrire sia quelli che occupano posti privilegiati urbani… sia i Marginali affamati. Io lo so, e lo sapete anche voi.
Sunspot, Sunray e il Professor Nessuno si guardarono in viso l'un l'altro imbarazzati, mentre Shogun junior mugolava.
Sunray si rese conto di avere gli occhi affaticati dietro gli occhialoni da coccodrillo. Quella notte stancante era passata, e il crudele sole estivo cominciava a bruciare l'orizzonte ad Est dietro la Baia di Emeryville. - Non possiamo rimanere qui fuori molto più a lungo, perfino con la tenuta da coccodrillo - mormorò lei a Sunspot. Riluttanti, si ritirarono al riparo nell'incrociatore.
Il Professor Nessuno stava in piedi come un monumento, implacabile. Le sue forti braccia stavano incrociate sul petto livido e placche di cuoio e la luce del sole balenò sul lungo groviglio di riccioli rossastri. I Marginali che non erano schermati dal DNA a Protezione Solare si dileguarono all'interno del formicaio. Shogun junior tentò di schermarsi gli occhi, e gridò forte: - No, il sole… il sole no!
- Esseri schifosi, il bambino finirà fritto lì fuori - disse Sunray.
Il Dottor Sunspot toccò l'unità di controllo per chiudere il portello dell'incrociatore… quindi fu il suo turno di urlare. Mentre loro cercavano di trattare con Nessuno, un Ribelle era strisciato verso il portello e ne aveva sabotato i comandi. L'incrociatore era fuori uso e loro si trovavano intrappolati in quel forno di metallo infuocato come coccodrilli messi ad arrostire.
Sunspot cercò di inserire lo starter, il visualizzatore, il microfono. Sunray armeggiò con i termo-ricambi dell'untià di controllo per ripristinare energia. I loro sforzi furono però vani. L'incrociatore non diede segni di vita.
- Professor Nessuno! Ci faccia entrare col bambino nel cunicolo, dove potremo trattare ancora - urlò Sunspot.
- Il tempo per trattare è scaduto - tuonò Nessuno. - Tutto quello che posso offrire a voi e al bambino è DNA a Protezione Solare.
- Caspita! - disse il Dottor Sunspot.
Poi apparve qualcosa in cielo e si abbassò vicino a loro. Era l'incrociatore del Direttore Shogun con il simbolo del sole nascente. Shogun e le sue scorte armate avevano seguito le loro coordinate.
Il Professor Nessuno estrasse un'arma dal suo cinturone.
- Rilascia mio figlio, Biosfera, o ti ridurremo in polvere - sbraitò Shogun nel microfono.
- Vattene o farò saltare in aria il tuo incrociatore - biascicò V. Biosfera alias Nessuno.
Il Dottor N. Sunspot e la Dottoressa R. Sunray sudavano e guardavano fissi. Il bambino urlò forte e nessuno riusciva a farlo tacere. Il sole crudele sorse come una fiammata.
Poi qualcosa mutò nell'aria soffocante. La direzione del vento polveroso cambiò improvvisamente e cominciò a soffiare una vivace brezza dall'oceano… portando folate di dolce nebbia grigia estiva attraverso il Golden Gate. Questa si ispessì in fresche nuvole ovattate… che nascosero il sole sfrigolante. Nonostante il cambiamento di clima, la sottile nebbia estiva ricopriva ancora a volte la baia di San Francisco.
Il bambino era ammutolito e il Professor Nessuno alzò gli occhi e lanciò uno sguardo fulminante.
- Il mio bio-orologio sta battendo come una bomba ad orologeria, e sto per esplodere - disse Sunray. Saltò fuori dall'incrociatore ormai inutilizzabile. Balzando giù, afferrò il bambino accucciato e sfrecciò verso l'incrociatore dai sole nascente di Shogun.
La donna coriacea cercò di bloccarli, ma Nessuno la fermò.
Il Dottor Sunspot disse una micropreghiera agli antichi dei… e li seguì. Shogun aprì il portello ed essi balzarono a bordo.
Il Professor Nessuno abbassò l'arma con uno sguardo sconfitto pieno di ira mentre l'incrociatore dal sole nascente si alzava nel soffice banco di nebbia e si librava sopra la sua testa.
Il Dottor Sunspot gridò dal microfono: - Venga con noi, Biosfera… Torni al suo posto. Abbiamo visto che lei ha liberato il bambino. Lavoreremo insieme sulla Protezione Solare. Abbiamo tutti gli specialisti e gli strumenti di laboratorio necessari per analizzarne la velocità di assorbimento.
- E dopo che sarà stata perfezionata, la distribuirete liberamente ai Marginali ché ne hanno bisogno, o la trattenete per il vostro vanitoso ed egoistico io, come le messi degli agro-tùnnel? No. Rimarrò sulla superficie, dove devono essere risolti i veri problemi.
- E sia. - Il Dottor Sunspot scrollò le spalle mentre si sedeva nel comodo incrociatore del sole nascente del Direttore Shogun.
- Ora abbiamo il bambino. Torniamo a casa, all'Unità Urbana 12, togliamo le tenute da coccodrillo sudate e facciamo un salto al Le Café per riprenderci e consumare un pasto caldo.
Il Professor Nessuno li guardò insoddisfatto mentre sfrecciavano nel turbine di nebbia. Poi camminò rigido verso il suo tetro cunicolo con passo spavaldo.
Il seienne Shogun junior, mentre mangiava pensosamente una stecca di dolce, scrutò nel visualizzatore. - Perché quell'uomo mostruoso sembra così buffo e agisce in modo così strano? - domandò a suo padre. Il Direttore rise allegramente. - Perché ha perso il suo posto - spiegò Shogun a suo figlio.
Il Sole È il Tuo Nemico era scritto sul simbolo dell'incrociatore del sole nascente, mentre tornavano lentamente alla sotterranea Unità Urbana 12.
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