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Stories by saki

sogni e scommesse

italian

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«Starling Chatter e Oakhill sono scesi entrambi nelle scommesse» disse Bertie van Tahn, lanciando il giornale sul tavolo della colazione.
«Quindi Nursery Tea rimane praticamente il favorito» disse Odo Finsberry.
«Nursery Tea e Pipeclay sono considerati i vincenti, per ora» disse Bertie «ma quel cavallo francese, Le Five O’Clock, sembra essere davvero il favorito. Poi c’è Whitebait, e il cavallo polacco con quel nome che sembra uno che cerca di soffocare uno starnuto in una chiesa; entrambi sembrano avere molto sostegno.»
«È il Derby più aperto degli ultimi anni» disse Odo.
«Non va bene cercare di scegliere il vincitore a tavolino» disse Bertie «bisogna fidarsi della fortuna e dell’istinto.»
«La questione è se fidarsi del proprio istinto o di quello del prossimo. Lo Sporting Swank dice che vincerà Count Palatine e Le Five O’Clock arriverà secondo.»
«Count Palatine: ecco un altro nome da aggiungere alla nostra lista di perplessità. Buongiorno, Sir Lulworth, a lei interessa il Derby, per caso?»
«Di solito le corse non mi appassionano» disse Sir Lulworth che era appena comparso. «Ma mi piace sempre scommettere sul Guineas e sul Derby. Confesso che quest’anno è difficile scegliere un cavallo che sia davvero migliore di altri. Cosa ne pensate di Snow Bunting?»
«Snow Bunting?» disse Odo facendo una smorfia. «Eccone un altro. Di certo non ha nessuna chance, no?»
«Il nipote della mia domestica, che fa il maniscalco nella sezione equestre della Brigata Maschile della Chiesa, ed è un’autorità in materia di cavalli, dice che potrebbe essere tra i primi tre.»
«I nipoti delle domestiche sono invariabilmente ottimisti» disse Bertie. «È una specie di reazione naturale al pessimismo professionale delle zie.»
«Non stiamo facendo molti passi avanti nella ricerca del probabile vincitore» disse la signora de Claux «più ascolto voi esperti più mi sento disperatamente confusa.»
«Ci biasimi pure» disse Bertie alla sua ospite «ma lei non ci ha offerto nessuna ispirazione.»
«La mia ispirazione è stata invitarvi per la settimana del Derby» ribatté la signora de Claux. «Pensavo che tra lei e Odo poteste fare un po’ di luce sulla questione del momento.»
Le ulteriori recriminazioni furono interrotte dall’arrivo di Lola Pevensey, che fluttuò nella stanza con un’aria graziosamente colpevole.
«Sono terribilmente in ritardo, scusate» disse, dando una rapida occhiata alla colazione in tavola.
«Ha dormito bene?» chiese l’ospite con una sollecitudine quasi meccanica.
«Sì, grazie» disse Lola. «Ho fatto un sogno incredibile.»
Un fremito di noia percorse il tavolo.
I sogni degli altri sono interessanti a livello universale quanto i racconti dei giardini, dei polli e della progenie altrui.
«Ho sognato il vincitore del Derby.»
Subito la noia si trasformò in attenzione interessata.
«Ci racconti del sogno» dissero tutti in coro.
«La cosa davvero notevole è che l’ho sognato per due notti di seguito» disse Lola, dopo aver esitato tra le tentazioni delle salsicce o del kedgeree «per quello ho pensato che valesse la pena di parlarne. Sapete, quando sogno qualcosa per due o tre notti di seguito ha sempre un significato. Ho dei poteri speciali in quel senso. Per esempio, una volta ho sognato per tre volte che un leone alato planava dal cielo e una delle ali si staccava, cadendo a terra con un tonfo. Poco dopo crollava il campanile di San Marco. Il leone alato è il simbolo di Venezia, sapete» aggiunse, per illuminare chi non fosse versato in araldica italiana. «Poi» continuò «appena prima dell’assassinio dei reali di Serbia, ho fatto un sogno vivissimo di due figure incoronate che entravano in un mattatoio vicino alle sponde di un grande fiume, che ho immaginato fosse il Danubio; e solo l’altro giorno…»
«Ci dica subito cosa ha sognato del Derby» interruppe Odo impaziente.
«Be’, ho visto il traguardo in modo chiarissimo, e un cavallo vinceva facilmente, quasi al galoppo, e tutti gridavano “Vince Bread and Butter!”. Ho sentito il nome in modo distinto e ho fatto lo stesso sogno per due notti di seguito.»
«Bread and Butter, pane e burro…» disse la signora de Claux «ora, quale cavallo può indicare un nome del genere? Be’, ovviamente Nursery Tea!»
Si guardò intorno con il sorriso trionfante di chi risolve un mistero con successo.
«E che dire di Le Five O’Clock?» intervenne Sir Lulworth.
«Sarebbe adatto per entrambi» disse Odo «si ricorda qualche dettaglio del fantino? Che colori indossava? Quello potrebbe aiutarci.»
«Mi sembra di ricordare vagamente un color limone sulle maniche o il berretto, ma non ne sono sicura» disse Lola dopo aver riflettuto un attimo.
«Non esiste il color limone in questa corsa» disse Bertie, riflettendo su fantini e divise. «Non ricorda niente del cavallo? Se era un animale robusto, il pane e burro potrebbe riferirsi a Nursery Tea; se invece era smilzo ovviamente sarebbe più adatto a Le Five O’Clock.»
«Mi sembra una buona idea» disse la signora de Claux. «Lola, cara, cerca di ricordare se il cavallo nei tuoi sogni era snello o ben piazzato.»
«Né l’uno né l’altro» disse Lola. «Non si può ricordare un dettaglio del genere nell’euforia del traguardo.»
«Ma questo era un animale simbolico» disse Sir Lulworth «se si potesse rappresentare il pane imburrato sottile o spesso, di sicuro sarebbe tozzo e gagliardo come un cavallo da traino o snello come un leopardo araldico.»
«Temo che lei sia una sognatrice negligente» disse Bertie risentito.
«Naturalmente nel sogno pensavo di vedere una corsa reale, non una premonizione» disse Lola «altrimenti avrei fatto attenzione a ogni dettaglio utile.»
«Il Derby inizia solo domani» disse la signora de Claux. «Pensa che farà lo stesso sogno stanotte? In tal caso potrebbe concentrare l’attenzione sul fondamentale dettaglio della corporatura.»
«Temo che stanotte non dormirò» disse Lola con aria lamentosa. «Ogni cinque notti soffro di insonnia, e stasera è la quinta.»
«Che fastidio» disse Bertie. «Ovviamente possiamo sostenere entrambi i cavalli, ma sarebbe molto più soddisfacente mettere tutta la puntata sul vincitore. Non può prendere un sedativo o qualcosa del genere?»
«Pare che le foglie di quercia lasciate in infusione in acqua calda e poi messe sotto il letto siano utili» disse la signora de Claux.
«Un bicchiere di Benedictine, con una goccia di Eau de Cologne» disse Sir Lulworth.
«Ho provato ogni genere di rimedio» disse Lola, con dignità «sono da anni una martire dell’insonnia.»
«Ma ora siamo martiri anche noi» disse Odo con aria abbattuta. «Vorrei davvero fare un bel colpo in questa corsa.»
«Non è che ho l’insonnia per divertirmi» ribatté Lola.
«Speriamo in bene» disse la signora de Claux per placare gli animi «stasera potrebbe essere l’eccezione alla regola della quinta notte.»
Ma il mattino dopo a colazione Lola riportò una notte del tutto scarsa in quanto a visioni.
«Penso di non aver dormito più di dieci minuti, e di certo senza sogni.»
«Mi spiace, prima di tutto per lei, e poi anche per noi» disse la sua ospite. «Pensa di poter fare un sonnellino dopo colazione? Le farebbe così bene, e potrebbe sognare qualcosa. Ci sarebbe ancora tempo per piazzare le nostre puntate.»
«Posso provarci, se volete» disse Lola. «Mi sento come un bambino piccolo che viene mandato a letto per castigo.»
«Vengo a leggerle l’Encyclopaedia Britannica se pensa che possa farla addormentare più in fretta» disse subito Bertie, premuroso.
Pioveva troppo per pensare a qualche divertimento all’aperto, e il gruppetto soffrì parecchio il silenzio assoluto imposto nelle due ore successive per dare a Lola ogni possibilità di appisolarsi. Anche il tintinnio delle palline da biliardo era considerato un possibile fattore di disturbo, e i canarini furono portati nella casa del custode, mentre l’orologio a cucù fu avvolto in vari strati di tessuto. Bertie fece mettere sulla porta d’accesso un cartello che diceva «Per favore non bussate né suonate il campanello» e sia gli ospiti che i domestici parlavano bisbigliando in tono tragico, come se la casa fosse infestata dalla terribile presenza di morti o malati. Le precauzioni si rivelarono inutili: Lola aggiunse una mattinata di veglia a una notte insonne e le scommesse del gruppo furono spartite tra Nursery Tea e French Colt.
«Irritante dover dividere le puntate» disse la signora de Claux più tardi, mentre i suoi ospiti si riunivano in salotto in attesa dei risultati.
«Ho fatto del mio meglio» disse Lola, con la sensazione di non essere stata debitamente ringraziata «vi ho detto cosa ho visto nei sogni, un cavallo marrone, di nome Bread and Butter, che vinceva con gran distacco da tutti gli altri.»
«Cosa?» gridò Bertie, saltando in piedi «un cavallo marrone! Donna miseranda! Non ha mai detto una parola sul colore del cavallo!»
«Davvero?» balbettò Lola. «Pensavo di avervi detto che era un cavallo marrone. Di certo era marrone in entrambi i sogni. Ma non capisco cosa cambi. Nursery Tea e Le Five O’Clock sono entrambi castani.»
«Santo cielo! Del pane scuro con un goccio di limone non ti suggerisce niente?» urlò Bertie.
Uno lento mormorio si levò dal gruppo mentre il significato di quel dettaglio si palesava gradualmente.
Per la seconda volta quel giorno, Lola si ritirò nella sua stanza: non riuscì a sostenere lo sguardo di rimprovero che tutti le rivolsero quando Whitebait vinse con un comodo quattordici a uno.
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