imitare poe
italian
Sento Billy Bob che viene su da noi con quel suo vecchio macinino. Non ho manco bisogno di alzare gli occhi scuri per saperlo. Conosco a memoria il rumore di ferraglia di quella bagnarola arruginita che guida.
Tira sotto un altro dei miei cani e questo fa un bel casino. Questa settimana è toccato al vecchio Loper, la settimana scorsa è stata la volta di Jimbo. Non ti dice neanche che gli dispiace e pensare che erano acchiappa procioni di prima qualità. Per questo ho deciso di farlo fuori, uno ti fa secchi i cani migliori e non ti offre manco una birra.
Vengo fuori sulla veranda. Nonnina si dondola mentre spella un opossum e mi pianta addosso quei suoi strani occhi lattiginosi. Sembrano gli occhi di un maledettissimo avvoltoio. A volte mi piacerebbe scaraventarla giù, perché con quei suoi occhiacci da vecchia che mi fissano e il continuo cric-cric della sedia a dondolo mi fa andare fuori dai gangheri. Giuro che continuerò a sentirla anche dopo che sarà morta e stecchita, magari che vien fuori dal mio vecchio baule militare. Cric, cric finché diventerò pazzo da legare. Ma l'ammazzerò in ogni caso. Si scola troppa dannata birra per essere una vecchia.
Oggi però è la volta di Billy Bob.
Lo vedo venir fuori da quella sua carretta con un sorrisone stampato sul grugno. Si ferma solo quanto basta per strappar via quel che rimane del vecchio Loper dalla griglia anteriore del suo camioncino prima di salire su in casa. - Pulisciti i piedi, ragazzo! - gli dice nonnina. Lui tira un calcio al dondolo ed entra in casa mentre lei e il dondolo continuano a girare su se stessi. Mai visto un opossum volare così lontano.
- Dovresti strozzare quella vecchia gallina - dice Billy Bob.
- Ci stavo pensando - dico io. - Che mi dici di quei pecari?
Faccio dei panini con fette di cipolla e maionese, proprio quelli che piacciono di più a Billy Bob. Gli do perfino le ultime due fette di pane bianco. Io mangio invece quella schifezza tutta grumi che Annabelle Lee tiene in casa. È un po' ammuffita, e vi giuro che morirei piuttosto che dover mangiare pane con i grani tanto grossi da strozzare un cristiano. Annabelle Lee diceva: "Perché non crepi allora"?
Mi manca Annabelle Lee davvero molto, a volte. Il pastore dice che ora lei si trova in un posto migliore. È strano, prima d'ora non ho mai pensato in questo modo alla nostra vecchia cisterna.
Billy Bob si caccia in gola tutto il panino, tanto che sul piatto non ne resta tanto da sfamare un pidocchio. Poi si butta indietro sulla sedia e si tamburella sulla pancia da sopra il grembiule.
- La nuova griglia ti costerà un po' - mi dice.
- Che griglia?
- La griglia del camion. Quella che il tuo cane mi ha rovinato. Dovrai dividere la spesa con me, ragazzo! Non è mica colpa mia se non tieni decentemente i tuoi animali e quelli si vanno buttando sotto le ruote dei camion degli altri.
Annuisco senza dire niente. Sto aspettando quello che sta per succedere. La mia prima moglie, Luella May, mi rompeva sempre le scatole con la storia che ero l'uomo più insignificante della terra. Cosa stavo aspettando? si chiedeva.
Poi quel suo dannato gattaccio nero cominciava a miagolare come per darle ragione quel guercio figlio di puttana.
- Ehi! - dice Billy Bob rimettendosi seduto giusto sulla sedia - A proposito di bestie, dove è andato, a finire quel vecchio gatto nero che tenevi qui in giro? Gran bastardo, completamente guercio di un occhio. Di sicuro quello non l'ho steso io. Era troppo grosso e cattivo per il mio camion!
- Sei proprio pazzo, Billy Bob. Quel vecchio gatto se n'è andato da un sacco di anni.
- Già, proprio come Luella May, eh? - Ha il solito sorriso di merda sulla faccia, come di uno che la sa lunga. Uno che ne sa comunque dannatamente troppo.
- Sì - dico io - sì, proprio come Luella May. - Si poteva proprio dirlo forte, pensai. Quel vecchio gatto figlio di puttana aveva cacciato un altro di quei suoi urli selvaggi nonostante quelle splendide assi di pino nodoso che gli avevo fissato sopra prima di imbiancare il buco nel muro è Luella May. Dovrò ripensarci su un giorno di questi, magari potrei ottenere un po' di quattrini da quelli che governano che danno prestiti agli ex-combattenti. Oggi comunque ho troppo da fare.
Cambio argomento. - Hai sete?
Billy Bob sghignazza. - Quando mai un uomo non ha sete? Dammi una birra ghiacciata.
Faccio un gran casino rovistando nel frigo. - Qui non c'è niente a parte succhi di frutta. Vuoi aranciata o pompelmo?
Billy Bob schizza dalla sedia. - Vorresti dirmi che non hai nemmeno una dannatissima birra, ragazzo? Che razza di uomo è uno che non tiene birra in casa?
Alzo le spalle. - Conosci la nonnina. Beve tutto quello che le passa sotto le grinfie. Però mi sembra di aver nascosto una confezione da sei Hog-on-Ice Lite, ma è giù in cantina.
- Che cosa? Hog-on-Ice Lite? Ma quella marca non si trova più. Come ha fatto a trovarla un cagasotto come te?
- Noi cagasotto abbiamo i nostri metodi. - Gli sorrido e gli faccio intendere di non essermela presa.
Col cavolo!
- Posso andare giù in cantina, vedere se ce n'è ancora e portarla su. - Mi pulisco la bocca col dorso della mano. - Non sono sicuro che ce n'è ancora, però lo spero. C'ho sete anch'io!
La cosa lo colpisce. Balza dalla sedia come uno che c'ha uno spillone nelle braghe. - Penso proprio che verrò giù con te, ragazzo. Sarebbe un peccato e un'indecenza se quelle Hog-on-Ice Lite dovessero, che so, scomparire durante il percorso fra la cantina e qui, non è vero?
Alzo ancora le spalle. - Vieni giù, allora.
Porto Billy Bob giù in cantina. Non c'è molto da vedere lì sotto, però è grande e piena di vecchiume. Billy Bob per poco non inciampa e sbatte la faccia contro quella brutta e vecchia scure che il nonno ha lasciato lì appesa, sa solo Diò perché. Il minimo urto la fa dondolare avanti e indietro, avanti e indietro come quel come-cavolo-si chiama della pendola al piano di sopra. Il nonno diceva che quel coso ci avrebbe tenuto lontano un sacco di vicini ficcanaso. Aveva un bello spirito, davvero! Mi ha insegnato lui quasi tutto quello che so su come tenere i campi.
Nessuno poteva batterlo su come far crescere tutto ciò che si può piantare in terra, e questo è un dato di fatto. Mi chiedo se davvero è scappato a Topeka come dice nonnina.
Billy Bob ha un buon senso dell'equilibrio però. Poteva benissimo cadere in quella vecchia e profonda fossa vicino alla scure dondolante del nonno. Sarebbe stato un peccato, però. Ho altri progetti per lui.
Per fortuna sua fa un balzo indietro evitando di finire nel buco e tira giù una caterva di imprecazioni. Mi dà una pacca sulla schiena, forse per liberarsi dalla strizza. Una roba del genere proprio a me, lui così grande e grosso. Con ossa da toro e con un bel po' di ciccia sopra pure.
Finalmente arriviamo al fondo della cantina dove sta un muretto di mattoni in riparazione. C'è una luce accesa al di là del muro. Billy Bob è talmente ignorante fino al midollo che non si meraviglia neanche che qua sotto c'è una luce accesa.
Chiede solo dove sta la birra.
Gli indico che sta oltre il buco. Mi spinge da una parte e si scaraventa oltre il muretto come uno che è talmente abbagliato che non distingue più il bianco dal nero. Caccia un tale urlo di contentezza che si può sentirlo chiaramente per tutta la contea. - Una confezione da sei, ragazzo? Cavoli, ci sono almeno ventisette confezioni qui sotto solo addosso a questa parete e un fracco sulle altre scansie. E tutte Hog-on-Ice Lite. Le nascondevi ai tuoi amici, eh? Scommetto che se lo sapessero i ragazzi giù al Dew Drop Inn, si imbestialirebbero parecchio!
- Penso di sì, e allora tu non dirglielo, Billy Bob. Adesso prenditi una birra e vieni fuori di lì - dico io.
Si mette a sghignazzare: sapevo che l'avrebbe fatto. - Venire fuori di qui? Con un'unica pulciosa birra? Ne hai di faccia tosta, ragazzo!
- Ok, acchiappane una confezione da sei e vieni fuori.
Sghignazza ancora. - Da quando in qua pensi di riempirmi con una mezza dozzina, bello? Non sono mica un finocchietto cagasotto come qualche nascondi-birra che conosco. E poi, da quando sei tu a dirmi cosa devo fare?
- Puoi sempre tornare giù se ne vuoi ancora.
- E cascare in questa stramaledetta buca che tieni qui sotto? Ti piacerebbe questo finalino! - Lo sento trascinare la vecchia cassetta arancione sul pavimento. La cassetta arancione che avevo lasciato apposta lì in cantina. Un uomo che sta comodo si beve più birra. Scricchiola quando lui ci abbassa sopra il suo grosso e vecchio sedere. Ho sentito dire che anche sua moglie fa lo stesso rumore. - Mi faccio una bevuta proprio qui sotto!
Io penso "Fai proprio bene, Billy Bob".
E luì lo fa. Misericordia, nella prima mezz'ora non sento nient'altro se non il rumore delle cerniere che saltano e quello dell'ottima birra che cola nel gargarozzo di Billy Bob. Dopo un po' il rumore si calma. Si mette a cantare le vecchie canzoni di Merle Haggard. Almeno ci prova. È un vero strazio sentire quel che può riuscire a fare uno di una buona canzone.
Comincio a impastare la calce.
A Billy Bob, che continua a cantare canzoni, gli ci vuole un bel po' prima di notare quello che sto facendo. È a metà di No hablo marriage sweet sennorita quando vede che il buco si sta chiudendo e che il muro cresce e che io sto piazzando mattoni più velocemente di uno che c'ha il pepe in quel posto. Già, vede tutto questo e d'un botto capisce che lo sta vedendo dall'interno guardando fuori e non ha più molto da vedere ormai. Penso che sto facendo al mondo in generale e all'industria musicale del country in particolare, un grandioso favore e così cazzuolo più in fretta.
Sento la cassetta arancione strisciare un'altra volta e poi fracassarsi, ma Billy Bob non riesce a colpire il muro. È più ubriaco di un ciuccio. È sempre stato il tipo che si ubriaca fino a non stare più in piedi. Pensate che non lo sapevo quando ho studiato tutto questo? Nessuno accumulerebbe tutta quella montagna di Hogon-Ice Lite senza pensare che non andrà perduta invano.
Billy Bob comincia a strillare, poi mi minaccia, poi diventa tutto smieloso e inizia a piagnucolare e a sviolinare ma non serve a niente. Giura che salirà in piedi sul tavolo del Dew Drop Inn il sabato sera e dirà a tutti i ragazzi che mi chiede scusa per avermi chiamato testa di coso quando avevo detto di avere visto Elvis fare benzina alla stazione di servizio di Hunstown.
Fa qualche altro tentativo per raggiungere il muro, ma non devo far altro che dargli una bottarella con la cazzuola per farlo ricadere ginocchioni dalla sua parte del buco. La luce è sempre più bassa perché avevo infilato appena un paio di pile K-mart nella torcia, non vedevo il motivo di sprecare soldi per prendere Energizer o roba del genere. Adesso sono pronto a mettere su l'ultimo mattone, lui è tranquillo e la luce è quasi spenta. Mi chiedo se non è morto di spavento. Sarebbe un vero peccato. Uno che compra tutta quella Hog-on-Ice Lite si aspetta almeno di essere ripagato con uno spettacolo "macabro".
Ma poi, quando sto inserendo l'ultimo mattone, sento quel tintinnio. Qualcosa di luccicoso brilla dalla sua parte del muro. Le chiavi del suo macinino. Me le offre perché lo lasci andare.
- Col cavolo - gli dico.
- Ma è un bel camion, ragazzo! Un camion maledettamente bello!
- Il vecchio Jimbo, lui sì che era un acchiappaprocioni maledettamente bravo!
Il tintinnio smette quando gli dico questo. È di nuovo tutto tranquillo. Ho in mano l'ultimo mattone quando sento: - Ah, merda, Montressor!
Io odio maledettamente quel nomignolo da finocchio che mi ha dato nonnina. Lo odio proprio.
- Sì, Billy Bob - gli dico: - ce n'hai di giusto la bocca piena.
Vengo su dalla cantina dopo aver ripulito tutto. La vecchia nonnina è ancora sulla veranda che dondola e dondola. Non fa domande su dov'è finito Billy Bob. La stimo per questo e penso che, dopo tutto, forse non le torcerò il collo e non la ficcherò nel vecchio baule. Non è carino trattare i parenti in quel modo.
Nonnina non sa a cosa sto pensando. Tiene un vecchio uccellaccio nero e ossuto fra le ginocchia e lo sta spennando. Le penne svolazzano dappertutto.
- Che cavolo è quello? - chiedo.
- È la tua cena ragazzo. - Non si vedono molti denti quando ghigna.
- E no, nonnina. Non sono pronto per mangiare corvi! - Farmi fare queste cose era compito di Billy Bob. E lui aveva imparato a sue spese.
I vecchi occhi acquosi da avvoltoio di nonnina si dirigono diritti su di me tanto da farmi accapponare la pelle e da farmi sudare tutto. - Questo dimostra la tua ignoranza, ragazzo! In realtà questa è una cornacchia di prima qualità! - Davvero impudente.
Non mi era nemmeno passato per il cervello che non era un dannatissimo pollo nero!
Non mi va giù di essere provocato, soprattutto da una donna. Nessuno deve osare provocarmi. Né Annabelle Lee, né Luella, May, né Billy Bob, né nessun altro. La vecchia nonnina se l'era cavata finora ma adesso non c'è niente altro che mi distrae visto che Billy Bob è ormai sistemato comodamente. Nonnina e quel maledettissimo uccello.
Corvo, cornacchia, uccellaccio nero, e chi se ne fotte? Nonnina non mi provocherà mai più a causa di un uccello.
Mai più.